Profilo

Marco Menozzi
È sempre imbarazzante scrivere di se stessi. C'è chi ci ha fatto l'abitudine ma io, in particolar modo, posso affermare di non aver mai redatto nemmeno un curriculum. Provare a considerarmi un estraneo è forse l'unico modo che ho di parlare di me.

Ipotizziamo che Marco Menozzi sia nato nel 1968, e che la sua formazione sia stata incerta ed indecisa. Lavora nell'azienda agricola di famiglia: in un qualche modo rimarrà un contadino. Si diploma, con buoni voti, come stilista progettatore di moda. Per motivi tuttora ignoti gli viene impedito di svolgere il servizio civile. Probabilmente l'esercito sapeva che si trattava di un individuo con oscuri propositi, pervicace nella sua cattiveria e dalla profonda disonestà dell'animo. Viene dunque incaricato di pilotare dei carri armati e dopo una decina di mesi riceve una lettera di riconoscimento dal generale di brigata Ezio Piperni. La goffaggine della sua obiezione di coscienza è paradigmatica del soggetto in questione. Decide di frequentare l'Università del Progetto di Reggio Emilia proprio perché non si capisce bene cosa gli insegneranno: un amalgama di design, comunicazione e strategie??? Comunque da individuo ambiguo pare che le situazioni ambigue gli risultino congeniali. Terminato il corso si ferma a lavorare lì dentro facendo di tutto per di evitare intenzioni precise sul suo futuro: fotografia, copywriting, grafica, illustrazione, cartotecnica, ricerche per l'industria alimentare e altro ancora. Nel frattempo si interessa al concetto di multimedialità: un calderone dove tutto è mescolato e non si è costretti a scegliere cosa fare da grandi. Si accorge che tutta quella roba è comunicazione e, anche per darsi un'aria da intellettuale saputello, inizia a leggere dei libri di Watzlawick, Eco, McLuhan e quella gente lì, nell'ennesimo guazzabuglio di nozioni disordinate. Da fiero alfiere dell'umanesimo ha sempre disprezzato i computer ma nel 1990 lo costringono ad usare un Macintosh e si accorge che si tratta di uno strumento efficace ed efficiente. Si licenzia nel 1994 a causa del suo carattere abrasivo e legato a desueti valori morali. Trova impiego presso una azienda che produce CD ROM interattivi, ma si licenzia nello stesso anno per i soliti motivi. Nel 1995 decide di lavorare in proprio e si approccia alla programmazione con Lingo, il primo linguaggio di programmazione sviluppato da un afroamericano: John Henry Thompson. Acquisisce inoltre competenze su audio, video e modellazione 3D ed altro. L'attività principale, che si protrarrà fino al 2012, è lo sviluppo di CD ROM interattivi e applicazioni distribuite su supporto. Nel 1996 inizia a sviluppare anche siti web e, negli anni, si aggiungeranno tutte le competenze del caso. Nel frattempo, anche grazie all'esperienza, affina un approccio piuttosto personale alla sua professione. Dal 2007 la generazione dinamica di PDF lo riavvicina al supporto cartaceo. Ha clienti che sono disponibili a fornirgli denaro in cambio del lavoro che fa. Sembra che faccia dei lavoretti ben fatti, ma non si è mai capito il motivo per cui gli riescano bene.


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DAL 1995

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